Il mese di Luglio: la giornea


Luglio è uno degli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia a Ferrara. È databile tra il 1468 e il 1470 ed è attribuito ad anonimi collaboratori di Cosumè Tura.

Sopra al farsetto si poteva indossare la “zornea”. La giornea era una sopravveste comoda che garantiva la libertà di movimento.

Era un indumento che faceva parte della “roba per di sopra”. Si trattava appunto di una sopravveste smanicata e aperta sui lati. Poteva presentare frange, frappe e intagli sugli orli a seconda del gusto personale o della ricchezza di chi la commissionava e nelle stagioni fredde veniva portata bordata o foderata di pelliccia.

La giornea nasce come indumento a carattere militaresco in quanto, indossata sopra l’armatura (la famosa sovraccotta, surcotte in francese), portava gli stemmi e i colori del nobile a cui si era a servizio, ma la moda quattrocentesca la vedeva abbinata al farsetto rappresentando il massimo dell’eleganza tra i giovani e anche tra i meno giovani. 

Si trattava di una sopravveste tipicamente italiana nata in questo secolo e scomparsa in quello successivo.

Questa moda si diffuse in tutt’Italia, sia tra i nobili sia tra i ceti sociali inferiori ed era utilizzata sia all’interno delle mura domestiche sia fuori casa.

Diverse erano le fogge delle giornee: lisce, a pieghe piatte, a cannelli o cannucciate.

Era confezionata con tessuti leggeri, tra i nobili anche seta, broccato e tessuto serico con decorazioni in filo d’oro e d’argento, nelle stagioni fredde in lana o in velluto, foderata in pelliccia.

La giornea era trattenuta in vita dalla cintura, spesso posizionata al di sopra della sopravveste solo sul davanti, lasciando il dietro libero creando una sorta di mantello. 

Prima della metà del Quattrocento appare liscia e abbastanza lunga, con la cintura portata bassa che appoggia sulle anche, mentre dopo la metà del secolo crea delle “cannellature” o “cannucciature” e accorcia sempre di più fino ad arrivare, nell’ultimo quarto, al di sotto delle anche. 

La moda era quella di indossarla di un colore in contrasto al farsetto, ad esempio ai farsetti scuri ci abbinavano delle giornee chiare come rosa, rosso, bianco o verde e viceversa.

Lo scollo era inizialmente tondo, abbastanza ampio per agevolarne la vestibilità, si presentava più scollata nella parte posteriore, tant’e che si notava il particolare taglio del collo del farsetto, dopo la metà del secolo lo scollo tondeggiante posteriore inizia ad essere sostituito da un taglio triangolare per cui la “V” poteva essere più o meno profonda.

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