Il mese di Novembre

Dal libro di ore Les Très Riches Heures du Duc de Berry, 1416 – 1482.

L’uomo si dedica alla raccolta di ghiande ed è ritratto con un aspetto sgradevole, indossa scarpe in pelle, calze di lana, le quali spesso erano foderate totalmente o nella parte in alto con tela di lino, una camicia in lino a collo a V, una veste conosciuta con il termine di “gonnella” arancione al ginocchio fermata alla vita da una cintura.

Sul capo indossa un cappello “a ghianda” in lana, diffuso anche nelle classi abbienti e spesso foderato in lino. Il copricapo era diffuso con questo termine in quanto prendeva il nome dal rivestimento parziale a cupola della ghianda.

Il guardiano lancia un bastone per scuotere i rami delle querce per farne cadere i frutti.

La gonnella, tipicamente trecentesca, una veste larga e in genere lunga al ginocchio fermata in vita da una cintura formando una gonna appunto, nel 1400, oltre ad essere indossata sopra alla camicia, poteva, nelle classi meno agiate, essere considerata come unico indumento ed entra a far parte delle vesti “accoltellate” come sono definite in “Evoluzione storica e stilistica della Moda” di Giorgio Marangoni, Istituto della Moda Marangoni, Milano, in quanto totalmente aperta sulla parte frontale.
La gonnella, come si più notare nell’opera del senese Andrea di Bartolo del 1415, nella parte posteriore rimane integra, lunga fino al ginocchio, senza tagli e, in questo caso, i lembi dell’apertura frontale sono riportati nella cintura in vita. (L’uomo a destra in gonnella verde scuro)

I cronisti del tempo attribuivano queste nuove mode agli influssi stilistici catalani e francesi; queste nuove gonnelle erano identificate tra le vesti dette “all’Analda” o “Ajnalda”, il loro nome deriva, in termini generici, dall’Hainault, all’epoca provincia francese.

Sempre nella prima metà del Quattrocento nell’affresco “Martirio di San Giacomo” nella Cappella degli Ovetari, del 1449, l’uomo indossa una gonnella all’Analda al ginocchio aperta frontalmente, tenuta ferma in vita da una corda di colore naturale e, in questo caso, con bottoni frontali.


Altra immagine in cui si nota questo tipo di gonnella è la “Crocifissione Griggs” di Beato Angelico del 1423 in cui l’uomo, sempre appartenente al ceto meno abbiente, indossa una gonnella “accoltellata” senza bottoni, ma chiusa soltanto da una corda, o cinturino, in vita, anche in questo caso, come nel “Martirio di San Giacomo” è indossata sopra una camicia ed è del colore naturale della canapa vista la classe di appartenenza.


Bernardino da Siena (1380/1444), nato a Massa Marittima, religioso e predicatore della prima metà del Quattrocento riporta che le persone di una certa età erano in genere più schive e riservate quindi raramente seguivano la moda dei ragazzi più giovani rimanendo così fedeli alle comode e lunghe gonnelle del secolo precedente riportandone a volte però nuovi lineamenti.
L’immagine del 1442 dell’uomo appartenente al ceto medio/alto nell’opera “I Santi Cosma e Damiano vanamente condannati al rogo” di Beato Angelico mostra una gonnella aperta forntalmete tinta di colore scuro arricchita da ricami sul petto floreali e da orli dorati, chiusa da una cintura in stoffa in vita.

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